il mio incontro con Berlino


Giovedì 27 Dicembre 2007 scritto da valeria sessa

il mio primo incontro con berlino non è stato dei più idilliaci.
Dopo otto mesi passati a copenhagen sono partita in autostop alla volta della capitale tedesca passando per Amsterdam , che un po’ ha attutito il colpo .
Amsterdam è un po’ la copenhagen del sud o secondo alcuni la Napoli del nord.
Ci ritrovi i canali , le biciclette , l’atmosfera un po’ villaggio un po’ metropoli alternativa.
Solo che ad Amsterdam le bici hanno due lucchetti invece che uno e tutto ha un tono piu’ “caciarone” e quell’aspetto da pacco regalo che dopo qualche giorno stanca un po’.
Così riparto per Berlino che è la mia ultima tappa-vacanza prima di tornare a roma.
Un po’ mi spaventa tornare al caos della capitale dopo otto mesi passati in una città giocattolo e un po’ fiaba come copenhagen. Mai aspettato l’autobus, mai fatto a gomitate nella metro, mai fila alla posta, mai sentito un clacson.
Così forse anche un po’ viziata da tutto questo parto per berlino senza contattare il mio amico olliver.. chiamo quando arrivo , penso.
Mi faccio una giornata in autostop e arrivo al centro di berlino verso sera.
Sono stanca
Piove
Tutto è grigio ed enorme
Olliver non risponde al telefono

E’ la grandezza che mi impressiona di più. non ero piu’ abituata credo a cose che non fossero a misura della mia bicicletta o della sirenetta al massimo.
Mi sento minuscola. Allora faccio quello che ogni turista fa : chiedo per il centro.
Solo che a berlino non esiste un centro , non nel senso tradizionale del termine per lo meno.
La città non si sviluppa intorno ad un centro storico ben definito e identificabile
Il centro
di
berlino è
un punto al
centro della
mappa geografica.. e basta
Il centro di berlino è un punto al centro della mappa geografica.. e basta

Alla fine opto per un camping . è agosto, fa ancora caldo.
Prendo la metro e forse il mio umore non è dei migliori perchè inizio ad avere la sensazione di essere nell’intestino di metallo di un enorme mostro.
E allora per tirarmi su mi prometto di usare la bici quando torno a roma, come in effetti ho fatto
Nonostante abbia rischiato la vita ogni giorno da allora.
Arrivo al camping dove trovo solo un gruppo di italiani DE roma annoiatissimi e scontrosi
Ma proprio quando inizio a pensare che il mio ricordo di berlino sarà dei peggiori, riesco a chiamare olliver che viene a salvarmi

Dopo un bagno caldo sono come nuova e inizia il viaggio a berlino che amo ricordare.
Olliver mi porta ovunque e ho l’occasione di vedere sia la berlino turistica che quella meno conosciuta.
Più di tutto ricorderò i vialoni grandissimi , l’architettura staliniana di alcuni quartieri della berlino est , la sorpresa di trovare ancora angoli della città in rovina accanto a costruzioni modernissime,
l’emozione provata di fronte al muro o ciò che ne rimane, gli enormi edifici abbandonati.
Forse berlino non è una città bellissima nel senso classico del termine ma ha quel fascino della città industriale e quella malinconia grigia dei film di Wenders a cui, camminando per le sue strade , non potevo smettere di associarla.

valeria sessa

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